L’orologio… Metafora della vita

Da sempre l’uomo ha cercato di dare una spiegazione alla vita e non riuscendoci ha provato a metaforizzarla.
Le metafore utilizzate sono state le più svariate: dalla vita come corsa, partita, viaggio… Ma mai metaforra fu più azzeccata di quella della vita come orologio.
Già a partire dall’epoca barocca i poeti iniziarono a pensare all’orologio che con il suo essere oggetto meccanico, autonomo potesse essere associato alla vita. Qui di seguito due dei componimenti più rappresentativi di questa metafora, il primo sonetto di Ciro di Pers e il secondo di Giacomo Lubrano.

L’OROLOGIO DA ROTE
Mobile ordigno di dentate rote
lacera il giorno e lo divide in ore,
ed ha scritto di fuor con fosche note
a chi legger le sa: sempre si more.
Mentre il metallo concavo percuote,
voce funesta mi risuona al core;
né del fato spiegar meglio si puote
che con voce di bronzo il rio tenore.
Perch’io non speri mai riposo o pace,
questo, che sembra in un timpano e tromba,
mi sfida ognor contro all’etá vorace.
E con que’ colpi onde ’l metal rimbomba,
affretta il corso al secolo fugace,
e perché s’apra, ognor picchia alla tomba.

ORIUOLO AD ACQUA
A che sognar con temerarii vanti
secoli ne l’Età mezzo sparita,
se bastan sole ad annegar la vita
minutissime gocciole d’istanti?
Voi talpe di Ragion delusi Amanti,
a ravvedervi in picciole urne invita
meccanico Cristal; e in sé vi addita,
quasi stille del Tempo, i giorni erranti.
Quanto è, quanto sarà s’imprime in acque,
cifra di fughe; e in fluido feretro
naufraga sepellito il ‘Fu’ che piacque.
Se no ’l credi, o Mortal, vòlgiti a dietro:
e mira l’esser tuo, che al pianto nacque,
struggersi a stille in agonie di vetro.

Più tardi nell’800 Charles Baudelaire tornava sull’argomento con la poesia L’Horloge e il suo senso di angoscia che pervade la vita e ricorda che ogni giorno si è sempre più vicini alla morte.

L’HORLOGE (Traduzione)
Horloge ! dieu sinistre, effrayant, impassible
Dont le doigt nous menace et nous dit “Souviens-toi !
Les vibrantes Douleurs dans ton coeur plein d’effroi
Se planteront bientôt comme dans une cible ;
“Le Plaisir vaporeux fuira vers l’horizon
Ainsi qu’une sylphide au fond de sa coulisse ;
Chaque instant te dévore un morceau du délice
A chaque homme accordé pour toute sa saison.
“Trois mille six cent fois par heure, la Seconde
Chuchote : Souviens-toi ! – Rapide, avec sa voix
D’insecte, Maintenant dit : Je suis Autrefois,
Et j’ai pompé ta vie avec ma trompe immonde !
“Remember ! Souviens-toi, prodigue Esto memor !
(Mon gosier de métal parle toutes les langues.)
Les minutes, mortel folâtre, sont des gangues
Qu’il ne faut pas lâcher sans en extraire l’or !
“Souviens-toi que le temps est un joueur avide
Qui gagne sans tricher, à tout coup ! c’est la loi.
Le jour décroît ; la nuit augmente, souviens-toi !
Le gouffre a toujours soif ; la clepsydre se vide.
“Tantôt sonnera l’heure où le divin Hasard,
Où l’auguste Vertu, ton épouse encore vierge,
Où le repentir même (oh ! la dernière auberge !),
Où tout te dira : Meurs, vieux lâche ! il est trop tard!”

Nel 1988 la grande pop star francese Mylène Farmer pubblica il suo secondo album “Ainsi soit je…” e la prima traccia del disco è proprio “L’horloge”. Infatti la poesia di Baudelaire è stata musicata dal produttore di Mylène, Laurent Boutonnat ed è stata il singolo di apertura del primo tour della Farmer “En Concert” nel 1989.

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~ di Angela Picone su luglio 4, 2012.

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