John Milton… Poeta di mistero e realtà

220px-John-milton  John Milton è uno dei letterati più misteriosi e complessi dell’epoca post-shakespeariana.
Il suo capolavoro è il poema epico Paradiso perduto, che viene pubblicato in due edizioni: la prima composta da dieci volumi nel 1667 e la seconda composta da dodici volumi nel 1674. L’opera viene considerata un vero e proprio dramma cosmico.
L’opera in prosa più conosciuta è invece l’Aeropagitica, in cui Milton sostiene la libertà di stampa e viene pubblicata nel 1644.
Oltre a queste due opere di maggiore importanza, John Milton scrive anche ventiquattro sonetti e un testo didattico, Trattato dell’educazione.
Cresciuto ed educato in un ambiente prettamente puritano, dopo la laurea, Milton inizia ad avvertire una sorta di insoddisfazione verso l’anglicanesimo e l’interesse per la poesia lo porta a rinunciare a prendere gli ordini sacri.
Milton, vivendo con il padre, riesce così a studiare i classici e la storia ecclesiastica e politica soprattutto dai testi di Dante, Petrarca, Bembo e Tasso.
Successivamente viaggia molto tra Francia e Italia, dove incontra anche Galileo Galilei e al ritorno in patria si dedica soprattutto all’insegnamento.
Oltre ad impegni letterari Milton ricopre anche cariche politiche come quella di segretario degli Affari esteri, appoggiando con i suoi trattati la causa parlamentare.
Dopo la restaurazione di Carlo II, viene incarcerato perché simpatizzante di Oliver Cromwell, ma è liberato grazie ad un suo amico e studente Andrew Marvell.
Nel 1671 a Paradiso perduto segue Paradiso riconquistato, pubblicato con la tragedia Sansone Agonista ispirata alle vicende bibliche di Sansone.
Tra il 1625 e il 1640 compone Lycidas, un’elegia pastorale in 193 versi in memoria di uno studente di Cambridge e nella quale il poeta affronta temi quali la morte prematura che stronca sogni e ambizioni. Seguono altri due poemetti L’allegro e Il pensieroso.
Il successivo periodo letterario del poeta britannico è caratterizzato dai libelli che lo rendono famoso già dalla loro pubblicazione e in cui Milton attacca l’istituzione episcopale e si mostra favorevole ad un ritorno allo spirito della riforma (Of Reformation Touching Church Discipline in England pubblicato nel 1641).
Di rilievo prettamente storico è invece The Reason of Church Government Urged Against Prelaty, pubblicato tra il 1641 e il 1642. Altro libello è The Doctrine and Discipline of Divorce del 1643, in cui il poeta appoggia la tematica sociale del divorzio.
Negli ultimi scritti quali Pro populo anglicano defensio e Treatise of Civil Power in Ecclesiastical Causes, Milton rimane su temi specificatamente teologici presentandosi a favore di un’interpretazione assolutamente personale delle Sacre Scritture.
Nella sua opera finale De doctrina christiana, il poeta britannico presenta la Chiesa Cattolica Romana e le Chiese Protestanti come non in armonia con le Sacre Scritture nominando più di novemila volta il termine Geova per indicare il nome di Dio.
Sempre facendo riferimento alla Bibbia rigetta la dottrina calvinista della predestinazione in favore del libero arbitrio e sostiene che anche l’anima umana è soggetta alla morte e non è scindibile dal corpo. Ancora sul piano teologico, Milton sostiene che Gesù Cristo è subordinato a Dio, mettendosi così in disaccordo con il dogma dell’unità e trinità di Dio.
Questo manoscritto, a causa dei suoi insegnamenti contrari all’ortodossia della Chiesa, rimane in archivio per ben 150 anni, prima che Giorgio IV, ordina nel 1823 di tradurre l’opera dal latino e renderla pubblica.
La pubblicazione del De doctrina christiana provoca di conseguenza delle aspre polemiche all’interno dell’ambiente ecclesiastico, motivo per cui un vescovo dichiara il manoscritto falso, ma il traduttore aveva corredato l’opera di almeno cinquecento paralleli tra il manoscritto e Paradiso perduto.

PARADISO PERDUTO – Incipit (Traduzione completa)

Of Man’s first disobedience, and the fruit
Of that forbidden tree whose mortal taste
Brought death into the World, and all our woe,
With loss of Eden, till one greater Man
Restore us, and regain the blissful seat,
Sing, Heavenly Muse, that, on the secret top
Of Oreb, or of Sinai, didst inspire
That shepherd who first taught the chosen seed
In the beginning how the heavens and earth
Rose out of Chaos: or, if Sion hill
Delight thee more, and Siloa’s brook that flowed
Fast by the oracle of God, I thence
Invoke thy aid to my adventurous song,
That with no middle flight intends to soar
Above th’ Aonian mount, while it pursues
Things unattempted yet in prose or rhyme.

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~ di Angela Picone su dicembre 12, 2012.

2 Risposte to “John Milton… Poeta di mistero e realtà”

  1. Molto bello il blog… pero’ aspetto nuovi post, e’ da troppo tempo che non ci sono aggiornamenti. Vabbe’, intanto mi sono iscritto ai feed RSS, continuo a seguirvi!

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