Speciale Sanremo 2013

•febbraio 14, 2013 • Lascia un commento

sanremo2013E anche in questo modesto blog non poteva mancare un post riguardante il Festival di Sanremo 2013.
Nonostante sia rimasta alla musica italiana di qualche decennio fa, proverò a dare un mio modesto giudizio sulle canzoni dei
cosiddetti BIG in gara, cercando di rispettare il più possibile il criterio di oggettività che molto spesso viene a mancare in questi
contesti. Ogni BIG in gara quest’anno ha presentato due brani e i giudizi riguardano le canzoni che sono passate alla prima fase del
televoto.

ALMAMEGRETTA: “Mamma non lo sa“, rimane sul sound reggae tipico della band, anche se all’attacco l’intro ricorda un po’ quello di “Uomini soli” dei Pooh. Al primo ascolto in tv però è stato difficile comprendere il testo. VOTO: 6 e mezzo

ANNALISA SCARRONE: “Scintilleha un intro un po’ retrò che le conferisce un bel po’ di freschezza e la melodia la rende abbastanza orecchiabile, anche se il ritornello non decolla molto, rispetto a quello che ci si potrebbe aspettare. Buono il testo e buona la vocalità. VOTO: 7 e mezzo

CHIARA GALIAZZO: “Il futuro che sarà” è un bel tango malinconico, un ottimo arrangiamento e un ottimo testo che poteva
essere interpretato con più emozione. Ottima vocalità anche se la voce non ha nulla di nuovo. VOTO: 7

DANIELE SILVESTRI: “A bocca chiusa“, testo molto poetico e forte accompagnato da un arrangiamento delicato e profondo…
Una bella canzone d’autore all’italiana. VOTO: 7

ELIO E LE STORIE TESE: “La canzone mononota“, testo irriverente come la maggior parte dei loro lavori, accompagnato da un
arrangiamento assolutamente geniale, qualcosa che non si vedeva da tempo! In unica canzone un mix di generi, tonalità, variazioni,
internazionalità e quant’altro… Per una volta sembra avere la meglio, la MUSICA in senso assoluto. VOTO: 8 e mezzo

MALIKA AYANE: “E se poi“, un bel testo come ci si può ben aspettare da Sangiorgi che si sposa perfettamente con la voce calda
di Malika. Arrangiamento molto profondo che dona quel tocco in più di emozione.
VOTO: 8

MARCO MENGONI: “L’essenziale“, arrangiamento abbastanza carino ed orecchiabile che accompagna un bel testo anche se
risulta un po’ banale. La vocalità risulta un po’ in contrasto con la delicatezza dell’arrangiamento, in quanto le vocali a volte troppo
aperte sembrano fuori luogo. VOTO: 6 e mezzo

MARIA NAZIONALE: “E’ colpa mia“, tipico sound napoletano, la vocalità è abbastanza buona e la melodia
orecchiabile, ma non troppo. Interpretazione che riporta un po’ alla sceneggiata napoletana. VOTO: 6

MARTA SUI TUBI: “Vorrei“, sound impeccabile, tipico dello stile folk della band. Testo controcorrente come d’abitudine… La
vocalità sembra un po’ in contrasto con il sound e con l’ambiente in generale. VOTO: 6

MAX GAZZE’: “Sotto casa“, arrangiamento particolare e retrò unito al suono stridente dei synth, ottimo testo ma al primo ascolto
in tv anche per questo brano è stato difficile capire le parole. VOTO: 7

MODA’: “Se si potesse non morire“, melodia abbastanza orecchiabile e testo un po’ banale che ricordano “Non è l’inferno” di Emma Marrone, vincitrice della scorsa edizione di Sanremo. VOTO: 6 e mezzo

RAPHAEL GUALAZZI: “Sai (ci basta un sogno)“, bel testo ma un po’ spenta nella prima strofa, nonostante l’arrangiamento sia abbastanza raffinato… Si riprende bene nel ritornello, a parte qualche vocalizzo di troppo. VOTO: 7

SIMONA MOLINARI CON PETER CINCOTTI: “La felicità“, arrangiamento brioso e retrò che incontra un testo perfettamente adatto anche se a volte banale. Peccato per Cincotti che avrebbe potuto fare molto di più della semplice voce in controcanto.
VOTO: 7 e mezzo

SIMONE CRISTICCHI: “La prima volta (Che sono morto)“, arrangiamento raffinato e testo abbastanza carino, anche se le poche strofe parlate sembrano fuori luogo. VOTO: 7

Ciao Mariangela…

•gennaio 20, 2013 • Lascia un commento

MariangelaIl post di teatro generalmente è dedicato ad un’opera che mi ha particolarmente colpita o che voglio far conoscere. Questa volta credo sia più che doveroso dedicarlo ad una donna, grande attrice scomparsa da poco e che ha dato veramente tanto alla cultura italiana.
Mariangela Melato nasce a Milano nel 1941 dove da giovanissima studia all’Accademia di Brera, prima di avviarsi alla recitazione seguendo i corsi di Esperia Sperani.
Nel 1960 entra nella compagnia teatrale di Fantasio Piccoli, lavorando negli anni successivi con Dario Fo, Luchino Visconti e Luca Ronconi.
Passa anche per il mondo del cinema e della televisione, nonostante la sua attitudine resti prevalentemente teatrale. Nel cinema indimenticabili restano i suoi ruoli in Mimì metallurgico ferito nell’onore e Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto, entrambi diretti dalla grande Lina Wertmüller.
Per la televisione la ricordiamo maggiormente per Rebecca, la prima moglie e Filumena Marturano.
Compagna per molti anni del grande Renzo Arbore, Mariangela Melato ci ha lasciati l’11 gennaio 2013 a causa di un tumore al pancreas che la affliggeva da tempo. I funerali sono stati celebrati il giorno seguente nella Chiesa degli artisti (Basilica di Santa Maria in Montesanto) a Roma.

Sito Ufficiale: http://www.mariangelamelato.com/

Finché dura l’amore, io lo voglio perfetto…



Type O Negative… Humor e sensualità uniti nel gothic metal

•gennaio 17, 2013 • Lascia un commento

Type O -I Type O Negative sono stati una band gotich doom metal, formatasi a Brooklyn, New York.
Nonostante siano stati visti come una gothic metal band, i Type O Negative hanno creato uno stile unico che spazia dal punk rock fino all’industrial e al pop.
La loro musica e i loro testi pieni di enfasi e con quel tocco di malinconia tipica del genere hanno affrontato tematiche quali il romanticismo, la morte, la depressione e il decadimento con un pizzico anche di humor nero.
Per quanto riguarda lo stile compositivo la band si è ispirata soprattutto ad altre grandi band quali i Black Sabbath, soprattutto per i riff e i tempi lenti e ai Beatles per la presenza di cori e fraseggi melodici, ma anche per aver adottato il nome “The Drab Four” (omaggio ai “Fab Four“).
Il trampolino di lancio per la band arriva nel 1993 con Bloody Kisses che ottiene un ottimo successo che si confermerà nel 1996 con October Rust, anche questo accolto bene dalla critica musica e che verrà premiato insieme all’album precedente con un disco di platino e un disco d’oro. Il successo per i Type O Negative continua grazie ad altri sette album e alle esibizioni live.
Il frontman Peter Steele, prima di dare vita al progetto Type O Negative, agli inizi degli anni ’80 faceva parte dei Fallout, una band formata con i suoi compagni di liceo, tra i quali Josh Silver che diventerà il tastierista dei Type O Negative.
Verso la meta degli anni ’80, Peter Steele forma i Carnivore, che purtroppo a causa della loro attività discontinua, dopo l’uscita del primo album Retaliation, si sciolgono.
Negli anni successivi Steele si mette in contatto con un suo vecchio amico, Sal Abruscato, che diventerà il primo batterista della band, convince poi Josh Silver e Kenny Hickey ad unirsi a questo nuovo progetto. Inizialmente la band si chiamava Repulsion, ma presto cambia il nome in Sub-Zero, ma vista la presenza di altre band con questi nomi, infine la band opta per Type O Negative come nome definitivo e come gioco di parole al gruppo sanguigno tipo 0 negativo.
Nei primi anni ’90 la band pubblica un demo che riesce a catturare l’attenzione della nascente Roadrunner Records, che propone loro un contratto per pubblicare nel 1991 il loro primo album “Slow, Deep and Hard“.
Questo primo album era caratterizzato da atmosfere dark che richiamavano il lutto e il decadimento, la ritmica abbastanza lenta riportava al doom metal alternato a parti di trash metal. Questo dava ai Type O Negative il loro tipico timbro gothic, arricchito poi dalla presenza di un humor nero abbastanza irriverente. Slow, Deep and Hard resta uno dei lavori più apprezzati della band grazie anche al suo essere molto controverso.
Bloody Kisses è il terzo album della band che diviene anche uno degli album di maggiore successo tanto da vincere il disco di Platino nel 1993. Quest’album rispetto all’album di esordio lascia molto spazio alla sperimentazione dal punto di vista musicale: alcune tracce sono molto lunghe (Christian Woman e Black N°. 1 (Little Miss Scared all) sono vicine ai dieci minuti. Le melodie diventano più trasparenti e aumenta anche la presenza di parti acustiche. Dopo questo album i Type O Negative lanciano il tour mondiale, ma nel 1994 Sal Abruscato lascia la band per unirsi ai Life of Agony, venendo sostituito da Johnny Kelly.
Nel 1995 viene ristampato Bloody Kisses in versione digipack contente una traccia inedita “Suspended in Dusk“.
October Rust nel 1996 viene accolto molto positivamente sia dal pubblico che dalla critica ottenendo la nomination al disco d’Oro. Anche per questo lavoro i Type O Negative si concentrano molto di più sulle melodie, mantenendo sempre il timbro dark e trattando tematiche più passionali e sensuali rese anche tali dalla voce baritonale di Peter Steel che ne aumenta l’enfasi.
Dopo il nuovo tour nel 1997, la band si mette a lavoro per la produzione di World Coming Down, che uscirà nel 1999. Rispetto agli album precedenti, World Coming Down ritorna alle origini delle sonorità della band e per quanto riguarda i testi, i temi affrontati quali droga, sesso, depressione, suicidio e psicologia fanno parte di uno dei periodi cupi di Peter Steele.
Nel 2000 esce la prima delle due raccolte, intitolata ironicamente The Least Worst of Type O Negative (Il meno peggio dei Type O Negative).
Nel 2003 esce Life is Killing Me, album abbastanza distante dagli altri poiché presenta dei ritmi più accelerati e lascia trasparire un maggiore “ottimismo” e un humor più positivo. Dopo l’uscita dell’album Steele intraprende il suo percorso di disintossicazione da stupefacenti in una clinica.
Nel 2006 la Roadrunner Records pubblica un’antologia “Best Of”, senza alcuna autorizzazione da parte del gruppo. Ciò porta i Type O Negative a cambiare casa discografica unendosi alla SPV con la quale pubblicano il loro settimo e ultimo album Dead Again. I singoli estratti dall’album “The Profit of Doom” e “September Sun” e i relativi video vanno in rotazione su MTV Headbangers Ball. Grazie alla diffusa pubblicità, i Type O Negative con quest’album riescono ad arrivare al ventisettesimo posto tra gli album più venduti dell’anno. Dall’estate del 2007 fino agli inizi del 2008 i Type O Negative si esibiscono live partecipando anche al Rock am Ring Show che si tiene ogni anno a Nürburgring in Germania.
Il 14 aprile 2010, Peter Steele muore per arresto cardiaco, probabilmente causato dall’assunzione di stupefacenti. A causa di questa grande perdita, i membri rimasti decidono di sciogliere per sempre i Type O Negative.

Sito Ufficiale: http://www.typeonegative.net/

I Type O Negative sono morti assieme a Steele, ed anche se in futuro avremo la possibilità di sostituirlo non proveremo.
(Kenny Hickey, chitarrista dei Type O Negative)

John Milton… Poeta di mistero e realtà

•dicembre 12, 2012 • 2 commenti

220px-John-milton  John Milton è uno dei letterati più misteriosi e complessi dell’epoca post-shakespeariana.
Il suo capolavoro è il poema epico Paradiso perduto, che viene pubblicato in due edizioni: la prima composta da dieci volumi nel 1667 e la seconda composta da dodici volumi nel 1674. L’opera viene considerata un vero e proprio dramma cosmico.
L’opera in prosa più conosciuta è invece l’Aeropagitica, in cui Milton sostiene la libertà di stampa e viene pubblicata nel 1644.
Oltre a queste due opere di maggiore importanza, John Milton scrive anche ventiquattro sonetti e un testo didattico, Trattato dell’educazione.
Cresciuto ed educato in un ambiente prettamente puritano, dopo la laurea, Milton inizia ad avvertire una sorta di insoddisfazione verso l’anglicanesimo e l’interesse per la poesia lo porta a rinunciare a prendere gli ordini sacri.
Milton, vivendo con il padre, riesce così a studiare i classici e la storia ecclesiastica e politica soprattutto dai testi di Dante, Petrarca, Bembo e Tasso.
Successivamente viaggia molto tra Francia e Italia, dove incontra anche Galileo Galilei e al ritorno in patria si dedica soprattutto all’insegnamento.
Oltre ad impegni letterari Milton ricopre anche cariche politiche come quella di segretario degli Affari esteri, appoggiando con i suoi trattati la causa parlamentare.
Dopo la restaurazione di Carlo II, viene incarcerato perché simpatizzante di Oliver Cromwell, ma è liberato grazie ad un suo amico e studente Andrew Marvell.
Nel 1671 a Paradiso perduto segue Paradiso riconquistato, pubblicato con la tragedia Sansone Agonista ispirata alle vicende bibliche di Sansone.
Tra il 1625 e il 1640 compone Lycidas, un’elegia pastorale in 193 versi in memoria di uno studente di Cambridge e nella quale il poeta affronta temi quali la morte prematura che stronca sogni e ambizioni. Seguono altri due poemetti L’allegro e Il pensieroso.
Il successivo periodo letterario del poeta britannico è caratterizzato dai libelli che lo rendono famoso già dalla loro pubblicazione e in cui Milton attacca l’istituzione episcopale e si mostra favorevole ad un ritorno allo spirito della riforma (Of Reformation Touching Church Discipline in England pubblicato nel 1641).
Di rilievo prettamente storico è invece The Reason of Church Government Urged Against Prelaty, pubblicato tra il 1641 e il 1642. Altro libello è The Doctrine and Discipline of Divorce del 1643, in cui il poeta appoggia la tematica sociale del divorzio.
Negli ultimi scritti quali Pro populo anglicano defensio e Treatise of Civil Power in Ecclesiastical Causes, Milton rimane su temi specificatamente teologici presentandosi a favore di un’interpretazione assolutamente personale delle Sacre Scritture.
Nella sua opera finale De doctrina christiana, il poeta britannico presenta la Chiesa Cattolica Romana e le Chiese Protestanti come non in armonia con le Sacre Scritture nominando più di novemila volta il termine Geova per indicare il nome di Dio.
Sempre facendo riferimento alla Bibbia rigetta la dottrina calvinista della predestinazione in favore del libero arbitrio e sostiene che anche l’anima umana è soggetta alla morte e non è scindibile dal corpo. Ancora sul piano teologico, Milton sostiene che Gesù Cristo è subordinato a Dio, mettendosi così in disaccordo con il dogma dell’unità e trinità di Dio.
Questo manoscritto, a causa dei suoi insegnamenti contrari all’ortodossia della Chiesa, rimane in archivio per ben 150 anni, prima che Giorgio IV, ordina nel 1823 di tradurre l’opera dal latino e renderla pubblica.
La pubblicazione del De doctrina christiana provoca di conseguenza delle aspre polemiche all’interno dell’ambiente ecclesiastico, motivo per cui un vescovo dichiara il manoscritto falso, ma il traduttore aveva corredato l’opera di almeno cinquecento paralleli tra il manoscritto e Paradiso perduto.

PARADISO PERDUTO – Incipit (Traduzione completa)

Of Man’s first disobedience, and the fruit
Of that forbidden tree whose mortal taste
Brought death into the World, and all our woe,
With loss of Eden, till one greater Man
Restore us, and regain the blissful seat,
Sing, Heavenly Muse, that, on the secret top
Of Oreb, or of Sinai, didst inspire
That shepherd who first taught the chosen seed
In the beginning how the heavens and earth
Rose out of Chaos: or, if Sion hill
Delight thee more, and Siloa’s brook that flowed
Fast by the oracle of God, I thence
Invoke thy aid to my adventurous song,
That with no middle flight intends to soar
Above th’ Aonian mount, while it pursues
Things unattempted yet in prose or rhyme.

H.R. Giger… L’arte surreale e fantascientifica

•settembre 25, 2012 • Lascia un commento

Hans Rudolf Giger, meglio conosciuto come H.R. Giger è un artista contemporaneo che si dedica alla pittura, alla scultura e al design. Di ispirazione surrealista e simbolica, Giger ha creato (con la collaborazione di Carlo Rambaldi) la famosa creatura protagonista del film Alien di Ridley Scott che nel 1980 vince l’Oscar per i migliori effetti speciali.
La passione per il bizzarro e il tetro, Giger la coltiva nel laboratorio farmaceutico del padre, tra boccette e ampolle di vari colori, ma il salto avviene definitivamente quando Giger rimane meravigliato di fronte ad un teschio umano.
Giger frequenta successivamente la scuola di design industriale e arti applicate a Zurigo, dove migliora la sua tecnica e la precisione nel disegno. Successivamente espone in diverse mostre le sue opere realizzate principalmente con tecniche per china e inchiostri, passando infine alla pittura ad olio.,
La maggior parte delle sue opere sarà però realizzata con l’acrilico grazie alla tecnica ad aerografo, questo gli permette di iniziare ad ottenere consensi nel mondo dell’arte e del design. Una sua invenzione sono i biomeccanoidi, ovvero delle creature in cui metallo e carne si fondono dando vita a delle macchine organiche.
Nei primi anni settanta esce la sua prima monografia A RH+ e cui ne seguiranno molte altre.
Dopo il successo ottenuto con Alien, Giger si dedica ad altri progetti ed inizia a disegnare scenografie e arredi per un bar a New York, progetto che viene poi accantonato. Una versione più piccola rispetto all’originale viene inaugurata nel 1992 nella città natale di Giger, infatti il “Giger Bar” si trova in un complesso di uffici e attività commerciali di recente costruzione.
Restando sempre nell’ambito del design, Giger ha realizzato l’asta del microfono per la rock band Korn ed in particolare per il cantante Jonathan Davis.
Nella prima metà degli anni novanta inizia a lavorare al Museum H.R. Giger, una sorta di casa-museo realizzata nel castello medioevale di St. Germain a Gruyer ed aperta ufficialmente nel giugno del 1998.
Nel 1999 Giger realizza una statua gigante di Iside per la scenografia del Mylènium Tour, quartro tour della cantante francese Mylène Farmer. Tutta la scenografia sarà poi completata da Guy-Claude François.
Le opere di Giger si rifanno principalmente al surrealismo portato avanti da Salvador Dalí, ma le radici delle sue ispirazioni partono addirittura dalla pittura fiamminga, dai preraffaeliti, da William Blake fino ad arrivare all’arte contemporanea.
Le sue opere unite dal mix perfetto di colori cupi, stranezze e qualche tocco horror danno ampio spazio al suo lavoro all’interno dell’industria cinematografica, infatti dopo il successo di Alien, Giger lavora ad altri film di fantascienza come Dune di Alejandro Jodorowsky (concluso infine da David Lynch) e Specie mortale di Roger Donaldson, disegnando la creatura femminile metà umana e metà aliena di nome Sil.

Il sito ufficiale di H.R. Giger: http://www.hrgiger.com/

Libro e film della settimana… Le relazioni pericolose

•settembre 24, 2012 • Lascia un commento

Le relazioni pericolose (Les liaisons dangereuses) è un romanzo epistolare francese di Pierre-Ambroise-François Choderlos de Laclos del 1782, considerato uno dei capolavori della letteratura francese.
Il romanzo racconta le avventure di due libertini del tempo, il visconte di Valmont e la marchesa de Merteuil, ex amante del visconte.
Valmont è un seduttore spudorato che ha deciso di conquistare l’ennesima donna, infatti la sua futura vittima amorosa è la castissima Madame de Tourvel.
Per ordire al meglio la sua trama di conquista Valmont chiede aiuto alla marchesa che gli consiglia in primis di conquistare Cécile de Volanges, una giovane appena uscita dal convento e promessa sposa di un uomo di cui la marchesa vuole vendicarsi.
La giovane Cècile si innamora però di Danceny, ma Valmont riesce a sedurla ugualmente ponendosi come intermediario tra i due giovani.
Dopo vari stratagemmi Valmont riesce a portarsi a letto Madame de tourvel, ma la marchesa de Merteuil glichiederà in seguito di rompere al più presto questa relazione, così Valmont scriverà a Madame de Tourvel una lettera di addio, sperando invano di riottenere così i favori della marchesa.
La guerra tra i due ex amanti è ormai aperta e la marchesa rivela al giovane Danceny la relazione tra Cécile de Volanges e Valmont. I due si battono a duello e Valmont muore, ma pochi istati prima di esalare l’ultimo respiro consegna a Danceny tutte le lettere in cui sono smascherati gli artifici della marchesa de Merteuil.
Nel frattempo la marchesa, ammalatasi di vaiolo e mostratasi per quella che è realmente, si ritira dalla società, mentre Madame de Tourvel e Cécile de Volanges si ritirano in un convento dove Madame de Tourvel morirà poco dopo.
L’omonimo film diretto da Stephen Frears esce nel 1988, con un buon livello di fedeltà al testo originale di de Laclos, anche se con qualche piccola variazione che non fa altro che aumentare la qualità del film, e con un cast eccezionale.
Il cinico Valmont è interpretato magistralmente da John Malkovich, la splendida Glenn Close veste i panni della marchesa de Merteuil, la timida Cécile de Volanges è interpretata da Uma Thurman, Keanu Reeves invece interpreta il ruolo del giovane Danceny e il ruolo della casta Madame de Tourvel è affidato a Michelle Pfeiffer.

Akira Kurosawa…La spettacolarità del cinema giapponese

•agosto 20, 2012 • 1 commento

Akira Kurosawa è stato una delle personalità cinematografiche più importanti del XX secolo. Regista, sceneggiatore, montatore, produttore cinematografico e scrittore, Kurosawa ha avuto una lunga e acclamatissima carriera e i suoi film hanno influenzato intere generazioni. Tra i vari premi ricevuti ricordiamo l’Oscar alla carriera nel 1990, la Palma d’oro al Festival di Cannes nel 1980 e il Leone d’oro alla mostra del cinema di Venezia nel 1982.
Appassionato fin da piccolo al disegno Akira Kurosawa viene a contatto con il cinema tramite al fratello Heigo, che suicidatosi successivamente fa nascere in Kurosawa la passione per la letteratura e in particolare per William Shakespeare.
Kurosawa inizia la sua attività nel mondo del cinema come “benshi“, ovvero commentatore di film musicali e ciò gli permettere di conoscere le produzioni e i registi dell’epoca. Nel 1936 viene assunto come sceneggiatore e assistente regista e dopo un periodo di collaborazione con Kajirō Yamamoto, intraprende la sua carriera personale di cineasta, tutto ciò mentre in Giappone avvengono vari stravolgimenti politco-economici.
I più famosi film di Kurosawa sono ambientati nel periodo feudale del Giappone tra i XIII e il XVII secolo e alcune delle trame sono adattamenti più o meno fedeli di opere di Shakespeare, ad esempio Ran basato su Re Lear, oppure Il trono di sangue basato sul Macbeth.
Altre progetti di Kurosawa riguardano l’adattare al grande schermo alcuni grandi classici della letteratura russa quali “L’idiota” tratto dall’omonimo romanzo di Dostoevskij.
Le pellicole di Kurosawa sono state soggetto di tantissimi cambiamenti: le storie sono passate dall’essere epiche e mitiche all’essere incentrate più sul sociale, passando dal bianco e nero al colore.
Dopo il 1965 Kurosawa lavora al progetto Tora! Tora! Tora!, ma la 20th Century Fox lo rimpiazza con Kinji Fukasaku. Questo affronto subito porta Kurosawa al tentato suicidio, sopravvivendo miracolosamente.
Il suo stile semplice ma estremamente spettacolare e la sua capacità di alternare toni lievi e grotteschi ad altri gravi e tragici, hanno contribuito alla creazione di un cinema epico e privo di retorica, e dunque classico e innovativo allo stesso tempo.

evskij